LA GUIDA – Cosa fare in caso di incidente

 

È la prima volta che rimanete coinvolti in un incidente stradale? Siete spaventati e non sapete cosa fare?

Noi di Studio Blu la conosciamo bene quella sensazione di paura e ansia: parliamo e ci confrontiamo ogni giorno con persone che sono state coinvolte in incidenti stradali più o meno gravi. E tutti ci fanno sempre la stessa prima domanda: come mi devo comportare in caso di incidente?

Questa guida nasce proprio con l’obiettivo di assistervi in tutte le fasi del sinistro, dal primo momento in cui sentite il “botto” al momento finale del risarcimento danni. In questo modo possiamo esservi sempre di supporto ed è questo che ci qualifica, rendendo così stimolante il nostro lavoro. 

Cosa fare dopo un incidente stradale? Le prime fasi: luci di emergenza, gilet catarinfrangente e triangolo

Siete da soli in macchina o avete passeggeri con voi? La prima domanda che vi facciamo è proprio questa. Della macchina, nuova o vecchia che sia, fonte di estrema utilità per tutti, non ci importa nulla in questa prima fase, poichè niente vale di più della salute dei coinvolti. Prima di tutto dobbiamo sincerarci che tutti stiano bene.

Del discorso fisico e di tutto ciò che comporta parleremo esaustivamente più avanti, mentre ora ci vogliamo soffermare nel darvi tutte le dritte utili a farvi sentire sicuri e tranquilli per il momento in cui il sinistro si verifica. Saranno cose che avrete già sentito molte volte, ma fidatevi, quelli immediatamente dopo un incidente sono momenti di agitazione e paura, e pensiamo che dirvi anche le cose più scontate da fare sia fondamentale per mantenere quella calma e freddezza e non farvi prendere in contropiede anche dall’altra persona, magari più scaltra e meno ansiosa di voi.

Una volta appurato che siamo in grado di scendere dalla macchina, come prima cosa raccomandiamo di azionare le luci d’emergenza (volgarmente dette “quattro frecce”), così da segnalare l’ostacolo presente sulla carreggiata mentre ci adoperiamo nel prendere il gilet catarinfrangente e posizionare il triangolo mobile cosicché tutti possano notare l’imminente pericolo presente in strada.

Una prima distinzione va fatta tra gli incidenti che occorrono all’interno dei centri abitati e quelli che invece si verificano su strade urbane, in particolare su quelle a scorrimento veloce:

1) nei centri abitati NON è obbligatorio posizionare il triangolo nè indossare il giubbotto catarinfrangente; è solamente consigliato. Al contrario,

2) al di fuori dei centri abitati, l’obbligo persiste per entrambi. In particolare, per il segnale mobile, vige la regola di posizionarlo ad una distanza di 50 mt dal veicolo guasto o danneggiato affinché sia possibile scorgere il pericolo a circa 100 mt dallo stesso.

Come tutelarsi in caso di incidente: le foto

 Altro consiglio importante che ci sentiamo di darvi è quello di scattare quante più fotografie possibili: queste infatti possono rappresentare una prova tutt’altro che superflua nella vostra richiesta di risarcimento danni.

Le immagini, infatti, non sono soggette ad interpretazioni personali, ma raffigurano in modo del tutto oggettivo le scene così come sono, non come le si ricordano. Le fotografie della scena dell’incidente “raccontano” le dinamiche, sono prove chiare dei danni materiali ed aiutano a ricordare e ricostruire la scena dell’incidente.  Potranno quindi essere utilizzate per convincere la compagnia assicurativa della negligenza dell’altro conducente, quello responsabile.

Più fotografie scatterete sulla scena dell’incidente, più chances avrete di farne alcune che saranno perfette. Tenete a mente i seguenti suggerimenti mentre scattate:

  • cominciate con alcune panoramiche generali della scena ripresa per intero. Fate scatti ampi e da più angolazioni, senza preoccuparvi dei dettagli;
  • scattate foto ai segnali stradali. Includete semafori, segnali di precedenza e stop, che possono essere collegati al comportamento negligente dell’automobilista che ha causato l’incidente;
  • fotografate le vetture e gli altri veicoli coinvolti nell’incidente. Includete foto che dimostrino la loro posizione al momento dell’incidente;
  • includete i punti di riferimento. Se il conducente responsabile non vi avesse dato il diritto di precedenza, includete sullo sfondo il segnale stradale in questione, in una foto raffigurante la sua auto;
  • fotografate le condizioni atmosferiche. Scatti come questi possono smascherare qualsiasi accusa da parte del conducente responsabile nel caso in cui ci fossero state condizioni atmosferiche avverse;
  • non dimenticatevi degli oggetti danneggiati. Cercate i segnali, i guardrail, gli alberi e altri oggetti che riportano segni dell’urto;
  • scattate qualche primo piano ai danni riportati sulla vostra auto. Dove è possibile, inquadrate i danni includendo il numero di targa, per provare che il danno riguardi realmente la vostra vettura;
  • fotografate a distanza ravvicinata anche i danni presenti sulla vettura dell’altro conducente, fotografando anche il numero di targa per identificare la macchina del responsabile;
  • fotografate i segni delle frenate. La lunghezza e le dimensioni dei segni di frenata sul manto stradale possono dire molto sulla dinamica dell’incidente.
  • scattate foto degli individui presenti. È importante immortalare il conducente responsabile ed i passeggeri presenti nella sua vettura.
  • documentate le lesioni. Cercate di catturare immagini dei tagli, contusioni, abrasioni, sangue e ossa rotte. Scattate foto anche nei giorni che seguono l’incidente!

Cosa fare in caso di incidente in autostrada

 E se l’incidente è avvenuto in autostrada, come dovete comportarvi?

Fermo restando l’importanza di scattare tante foto come già illustrato sopra, eccovi un breve elenco di azioni necessarie:

  • accendere le luci di emergenza;
  • trasportare il veicolo nella corsia d’emergenza o nelle apposite piazzole;
  • prima di scendere, indossate il giubbotto catarifrangente;
  • posizionare l’apposito segnale mobile di pericolo (il triangolo) ad una distanza di almeno 100 m dal luogo (articolo 176 del Codice della Strada);
  • nel caso il veicolo non possa essere spostato, scendete e spostatevi in un luogo sicuro, prestando la massima attenzione alle altre auto;
  • chiamate il soccorso stradale indicando esattamente la collocazione e attendete i soccorsi.

È doveroso, inoltre, avvisare la Polizia Stradale portandosi alla più vicina colonnina di soccorso. L’utilizzo delle colonnine è preferibile a quello del cellulare, poiché esse permettono una localizzazione esatta del luogo dell’incidente. Se si ha a disposizione solo il telefono cellulare, cercare di fornire indicazioni precise sulla posizione, ricordando di indicare il numero dell’autostrada, la direzione di marcia, il km e l’ultimo casello. Il numero nazionale di emergenza è il 112.

Dal 1° aprile 2004 è obbligatorio rendersi più visibili quando si scende dall’auto per motivi di emergenza, utilizzando un giubbotto retroriflettente. Il giubbotto retroriflettente è obbligatorio per il conducente sia in caso di incidente che di guasto meccanico. Visto il costo ridotto di questo dispositivo, consigliamo di tenerne in auto un altro paio, per eventuali familiari presenti.

Chi non indossa il giubbino rinfrangente obbligatorio rischia (oltre alla propria incolumità) una sanzione da 42.00 a 173.00 euro e la decurtazione di due punti dalla patente di guida.

La constatazione amichevole e il modulo CAI

Non sempre in caso di incidente si ha bisogno di far intervenire le Autorità; il più delle volte la cosa può essere risolta in modo più veloce tramite la compilazione del modulo di constatazione amichevole, da molti conosciuto anche come “Modulo CID” (da “Convenzione Indennizzo Diretto”) o, più correttamente, “Modulo CAI” (Constatazione Amichevole di Incidente).

Il primo suggerimento è di tenerlo sempre con voi e di scrivere, possibilmente in stampatello, con calligrafia leggibile. Inoltre, è molto importante mantenere la calma – soprattutto se si ha ragione (es: quando si viene tamponati) – e prendersi tutto il tempo necessario per la relativa corretta compilazione.

Tecnicamente, infatti, i conducenti che sottoscrivono il cosiddetto CID confessano l’avvenimento del sinistro, le modalità con le quali il medesimo è accaduto e i danni che si sono verificati. Il modulo contiene, inoltre, i dati dei veicoli coinvolti, dei proprietari e/o dei conducenti degli stessi ed infine gli estremi delle compagnie assicuratrici che garantivano i mezzi coinvolti.

I cinque, dieci minuti che dedicherete alla compilazione del suddetto modello (possibilmente a firma di entrambi) vi faranno risparmiare molto tempo in sede di risarcimento del danno, velocizzandone i tempi di liquidazione: infatti, se i conducenti hanno sottoscritto il modello di constatazione amichevole insieme, l’impresa assicuratrice è obbligata a formulare la propria proposta di risarcimento entro 30 giorni dal momento in cui gli è pervenuta la richiesta per i danni al veicolo.

Come compilare correttamente il CID?

Aiutandoci con l’immagine vediamo come compilare il CID punto per punto senza sbagliare:

Punto 1- Data: vanno indicate data e ora dell’incidente;

Punto 2 – Luogo: il luogo dove è avvenuto il sinistro: comune, provincia, via e il numero civico più vicino;

Punto 3 – Feriti: barrare la casella “NO” se non ci sono stati feriti, barrare “SÌ” in caso di feriti anche lievi e compilare l’apposita sezione del modulo “Altre informazioni”, nella pagina 2 del Modulo;

Punto 4 – Danni materiali: indicare se l’incidente ha provocato danni a “Veicoli oltre A e B”, coinvolgendo ad esempio un terzo veicolo, o ad oggetti, come recinzioni o altro. Barrando il “SÌ”, per una o entrambe le opzioni, andranno indicati l’identità e l’indirizzo dei danneggiati;

Punto 5 – Testimoni: vanno riportati cognome, nome, indirizzo e numero di telefono delle persone che hanno assistito al sinistro, se ci sono state, evitando di riportare nella casella i nominativi dei passeggeri;

Punto 6 – Contraente/Assicurato: dal certificato di assicurazione vanno recuperati i dati corretti del contraente della polizza. N.B.: molte volte viene confuso questo punto, indicandovi il Proprietario, perciò fate attenzione;

Punto 7 – Veicolo: specificare la tipologia del veicolo coinvolto (es. auto o moto) o se si tratta di un rimorchio. Vanno poi indicati marca, tipo e numero di targa;

Punto 8 – Compagnia d’assicurazione: dal certificato di assicurazione vanno copiati i seguenti dati: denominazione della compagnia, numero di polizza con relativo periodo di validità;

Punto 9 – Conducente: la persona che guidava l’auto al momento dell’incidente può non coincidere con l’intestatario della polizza, per questo motivo vanno riportati tutti i dati del conducente, inclusi il numero e il tipo di patente (categorie A, B, ecc) ed il periodo di validità;

Punto 10 – Indicare con una freccia il punto d’urto iniziale del veicolo: si tratta di un dato fondamentale nella ricostruzione della dinamica dell’incidente. Nel caso A abbia tamponato B, ad esempio, A metterà una freccia sulla parte anteriore dell’auto e B su quella posteriore;

Punto 11 – Danni visibili al veicolo: ciascun conducente riporterà i danni più evidenti che ha subito il proprio veicolo;

Punto 12 – Circostanze dell’incidente: si tratta di 17 opzioni a risposta chiusa che ciascun conducente può barrare per descrivere l’attività svolta al momento dell’incidente, ma di queste 17 diverse dinamiche ci occuperemo più tardi;

Punto 13 – Grafico dell’incidente al momento dell’urto: qui si richiede uno schema grafico dell’incidente e non un disegno articolato: vetture stilizzate e frecce consentiranno di ricostruire il tracciato delle strade, la direzione di marcia di A e B, la posizione al momento dell’urto, i segnali stradali e i nomi delle strade (N.B.: potete anche spiegare a parole, alle Compagnie non interesserà di aver trovato i nuovi Giotto!);

Punto 14 – Osservazioni: si tratta di note aggiuntive che ciascun conducente può inserire per corredare il modulo di ulteriori informazioni utili alla ricostruzione dell’accaduto;

Punto 15 – Firma dei conducenti: la presenza di entrambe le firme dei conducenti attesta la validità del documento.

Sicuramente conoscevate già moltissime di queste cose, ma non ci stancheremo mai di ricordarvi che bisogna sempre porre la maggior attenzione su ogni dettaglio del modulo, perché, come vedrete, basta poco per rendere invalidante la nostra richiesta di risarcimento danni all’assicurazione.

Cosa fare in caso di incidente stradale senza feriti 

Di tutto il modulo CAI va detto però che una parte, in particolare, riveste un’importanza maggiore di tutte le altre. Si tratta della sezione centrale, la n°12, dove è richiesto di segnare con delle crocette le “circostanze dell’incidente… utili alla descrizione”.

Le caselle che scegliamo definiranno le dinamiche dell’incidente e quindi influiranno notevolmente sulla possibilità di ricevere un risarcimento danni.

Andiamo quindi ad analizzare alcune casistiche:

Incidente con veicolo in fermata/in sosta

Il veicolo fermo è in moto con conducente al suo interno (es. veicolo fermo allo “stop”), mentre il veicolo in sosta è spento (es. veicolo parcheggiato). In questi casi si ha possibilità di ottenere la ragione nella totalità dei casi.

Incidente con auto che usciva da un parcheggio, da un luogo privato, da una strada vicinale

In questo caso si ha, nella maggior parte dei casi, la contestazione del “torto” da parte della Compagnia assicurativa;

Tamponamento con veicolo che procedeva nello stesso senso o nella stessa fila

Nella quasi totalità dei casi, si avrà l’attribuzione della ragione (ovviamente nel caso in cui a tamponarci sia stato l’altro veicolo).

Queste sono soltanto tre delle molte casistiche che, in caso di incidente, si possono verificare. Sono tra le più semplici, ossia quelle che garantiscono la possibilità di ottenere il riconoscimento diretto e chiaro della ragione o, viceversa, del torto.

Come vedete, salvo rari casi, nulla è chiaro e limpido, per questo consigliamo caldamente di contattarci non appena verificatosi il sinistro, onde evitare di barrare una casella sbagliata.

Cosa fare in caso di incidente stradale con feriti

Prendiamo ora il caso in cui i danni al veicolo siano ingenti, siano presenti dei feriti e/o quello in cui  sorgono discussioni o divergenze con l’altro conducente.

Qui il nostro consiglio è di richiedere l’intervento sul posto dell’autorità pubblica: vigili, carabinieri o polizia stradale. Verranno effettuati tutti i rilievi necessari ad attestare la dinamica dell’incidente e lo stato dei veicoli incidentati.

Una volta giunti sul luogo del sinistro gli organi di Polizia interverranno per:

  • accertare le violazioni del Codice della Strada
  • verificare le condizioni delle persone coinvolte
  • prendere i loro dati
  • annotare le targhe
  • controllare i documenti obbligatori per la circolazione (patente, contrassegno, polizza dell’assicurazione, carta di circolazione)
  • capire la dinamica dell’incidente e redigere il verbale.

Chiunque fosse coinvolto nell’incidente può fornire alla Polizia o ai Carabinieri informazioni sui fatti, così da metterli al corrente di eventuali testimoni dei quali si consiglia di prendere i dati affinché possano essere contattati successivamente.

Le autorità vi rilasceranno un documento con i dati della/e controparte/i, dati che vi saranno utili per venire da noi e far partire la richiesta alla Compagnia preposta alla gestione del sinistro. Ovviamente saremo noi ad occuparci di ottenere copia del verbale non appena disponibile nel Comando intervenuto sul luogo del sinistro, in modo che non dobbiate pensare davvero a nulla.

Cosa fare in caso di incidente automobilistico con i danni all’auto

Giunge il momento in cui il danneggiato dovrà recarsi dal proprio carrozziere di fiducia per far stimare il proprio danno e successivamente riparare l’auto.

Qui si aprono svariati argomenti di discussione.

1) Il primo alert che vogliamo indirizzare al cliente è quello di verificare ciò che si firma in sede di sottoscrizione della polizza: “risarcimento in forma specifica” o “riparazione diretta” sono soltanto due degli appellativi che indicano la presenza della c.d. clausola della “carrozzeria convenzionata”.

A rigor di logica, ci viene in mente un quesito: quale danneggiato si sognerebbe di portare il mezzo incidentato da far riparare alla carrozzeria convenzionata con la compagnia assicurativa che dovrà liquidare il danno?
 A fronte di sconti sul premio annuo, le Compagnie giocano ad invogliare il cliente alla sottoscrizione di tale clausola, senza però informarlo che, se volesse comunque recarsi dal proprio carrozziere di fiducia in caso di sinistro, vedrà il suo risarcimento assicurativo eroso in percentuali che variano da Compagnia a Compagnia. Perciò, attenzione a quello che firmate!

2) Concentriamoci ora sul danno al mezzo e proviamo a fare chiarezza, spiegandovi la differenza tra due figure fondamentali: il perito ed il liquidatore.

Notiamo spesso confusione nei nostri assistiti quando si parla di gestione del danno da parte delle Compagnie assicurative; il perito è un soggetto terzo, chiamato dalla Compagnia assicurativa a cui spetterà la liquidazione, il cui compito è quello di valutare l’entità del danno sul mezzo urtato e stilare una c.d. “perizia”.

È qui che entra in gioco la seconda figura in oggetto, quella del liquidatore: quest’ultimo, infatti, una volta ricevuta ed analizzata la perizia, si occupa di valutare tutti gli elementi sul tavolo (ad esempio la presenza di testimoni, l’intervento delle autorità, situazioni poco chiare che prevedono un concorso di colpa) per poi, sulla base di quest’insieme di fattori, provvedere al pagamento delle somme indicate dal perito. 

Il vantaggio di affidarsi ad uno studio di risarcimento danni in caso di incidente

Ed è qui che occorre il nostro intervento, volete sapere perché? Perché saremo noi a trattare tutti questi aspetti con il liquidatore e cercare di ottenere il massimo dalla trattativa vera e propria che si instaurerà.

Analizziamo un attimo l’esempio molto comune di una macchina incidentata, per voi perfetta, ma di basso valore per età o kilometraggio avanzati. Il carrozziere, in tutta onestà, vi dirà che non è conveniente riparare. Che si fa, vi domanderete?

Il nostro lavoro qui diventa fondamentale perché, con la nostra esperienza:

  • andremo ad aumentare la stima del valore del mezzo incidentato, valutato sempre al ribasso da parte delle Compagnie;
  • richiederemo all’ente assicurativo il rimborso del bollo e della revisione non goduti, dei costi sostenuti per rottamazione e successivo passaggio, ed anche ovviamente le spese sostenute per l’eventuale soccorso stradale e le spese di custodia mezzo, nei casi in cui lo stesso, impossibilitato a circolare, dovesse restare per giorni in sosta presso carrozzerie o simili.

Per esempi come questo, essere seguiti da qualcuno del settore è molto importante, perchè le somme in questione non sono affatto riconosciute automaticamente dalle Compagnie, se non adeguatamente richieste!

L’obiettivo di questa mini guida è cercare di spiegarvi quanti passaggi richiede un’ottima gestione di un sinistro e farvi capire quanti possano essere gli errori che una persona non esperta (per fortuna) in incidenti possa commettere, per agitazione o mancata preparazione.

 

Avete ancora qualche dubbio su cosa fare in caso di incidente? Volete approfondire qualche aspetto trattato nella guida? Siamo qui per voi, al vostro fianco, contattateci subito!