Non fermarsi dopo un incidente

Per una distrazione alla guida, hai tamponato un’auto che stava circolando a velocità moderata. All’interno di questa c’era solo il conducente che, a parte una violenta spinta in avanti, non ha subito particolari traumi. Preso dallo spavento e dal timore di dover pagare i danni (e se ti fermano e sei senza assicurazione?) sei scappato via immediatamente.

Poi però, pentito per ciò che hai fatto, ti chiedi cosa si rischia nel non fermarsi dopo un incidente senza o con feriti.

In questo articolo parleremo delle conseguenze legali che possono derivare dalla fuga dopo un incidente stradale, tanto nell’ipotesi in cui vi siano danni alle sole auto, quanto invece in quella più grave in cui siano state provocate lesioni al conducente o ai passeggeri.

Reato di fuga codice penale

Prendiamo spunto da una pronuncia della Cassazione per chiarire cosa succede nel non fermarsi dopo un incidente.

La legge stabilisce tre diverse sanzioni in base al comportamento tenuto. In particolare la legge punisce (anche se in modo diverso):

  1. chi non si ferma dopo un incidente senza feriti
  2. chi non si ferma dopo un incidente con feriti
  3. chi non presta i soccorsi dopo un incidente con feriti

Non fermarsi dopo un incidente senza feriti

Le buone notizie sono solo per chi non si ferma dopo un incidente senza feriti.

In questo caso, infatti, non si commette alcun reato, ma solo un illecito amministrativo sanzionato dal codice della strada.

In pratica si subisce una multa: l’importo della sanzione va da 296 a 1.184 euro. Se però il danno procurato all’altra auto è grave può scattare anche l’obbligo di sottoporre a revisione l’auto e la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.

Oltre a tutto questo c’è ovviamente il risarcimento del danno da pagare all’altro conducente, con tutte le successive problematiche che non siamo qui oggi a trattare.

Il problema è che, di solito, dopo uno scontro è molto facile che vi siano feriti. Il concetto di “ferito” non deve essere legato solo al sangue o alla rottura di un arto. È ferito anche chi subisce una contusione a un braccio, chi urta la testa contro lo sterzo o contro l’airbag, chi subisce il classico colpo di frusta tipico dei tamponamenti anche lievi. Detto ciò, non bisogna mai fidarsi delle proprie percezioni visive e scappare quando si ritiene che, dallo scontro, non vi siano feriti.

Al di là del fatto che tale comportamento resta comunque vietato, c’è il rischio di subire le conseguenze più gravi di cui ora parleremo. Il comportamento corretto di chi è coinvolto in un incidente stradale – al di là del fatto se ritiene di avere ragione o torto, o se dallo scontro sono derivati o meno feriti – è fermarsi e fornire gli estremi della propria patente e assicurazione. Ancor meglio è firmare il modulo di Constatazione Amichevole che agevolerà le pratiche del risarcimento.

Non fermarsi dopo un incidente con feriti

Quando invece si è coinvolti in un incidente con feriti – al di là di chi sia il responsabile – c’è l’obbligo di fermarsi sul sinistro e aspettare la polizia tenuta ad eseguire le rilevazioni.

Chi viola questa disposizione di legge commette reato di fuga e rischia la reclusione da 6 mesi a 3 anni, nonché la sospensione della patente di guida da 1 a 3 anni. L’obbligo di fermarsi, infatti, è necessario non tanto quando c’è un soggetto con necessità di soccorso, ma per il semplice fatto che bisogna attendere le autorità che dovranno stilare il verbale.

Secondo la Cassazione il reato di fuga si configura anche nei confronti di chi effettui sul luogo una sosta momentanea del tutto insufficiente alla sua identificazione e a quella del veicolo. Si pensi al caso del conducente che, dopo lo scontro, esce dalla macchina e, vedendo che l’altro automobilista è sostanzialmente in buone condizioni, se ne va via. Il dovere del conducente di fermarsi sul luogo dell’incidente ha infatti una durata che si estende per tutto il tempo necessario al completamento delle prime indagini finalizzate all’identificazione del conducente stesso e del veicolo condotto.

Non prestare i soccorsi dopo l’incidente con feriti

Sempre il codice della strada prevede l’obbligo, per qualsiasi automobilista coinvolto nel sinistro, a prescindere dal fatto che sia o meno sua la responsabilità per lo scontro, di prestare soccorso alle persone ferite e bisognose.

«Prestare soccorso» non significa improvvisarsi medici, fare la respirazione bocca a bocca, togliere i corpi dalle auto o medicarli. Anzi, ci si deve guardare bene dal compiere azioni di questo tipo che potrebbero aggravare i feriti. Piuttosto significa chiamare le autorità come, ad esempio, l’ambulanza, il 118, la polizia, i carabinieri, ecc.

In base al codice della strada, chiunque non ottempera all’obbligo di prestare l’assistenza occorrente alle persone ferite, è punito con la reclusione da un anno a tre anni e con la sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore ad un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni. La stessa condotta è sanzionata anche dal codice penale che prevede il reato di omissione di soccorso.

La differenza tra questo reato e quello di fuga che abbiamo analizzato nel paragrafo precedente sta in questo:

  1. nel reato di fuga si prescinde dallo stato di bisogno del danneggiato (per cui ci si deve sempre fermare se vi sono danni a persone);
  2. nel reato di omissione di soccorso il soggetto ferito deve trovarsi in una condizione di bisogno effettivo.

Così, ad esempio, se una persona non risulta essersi fatta molto male, magari perché ha sbattuto solo un braccio, l’altro conducente non è tenuto a chiamare l’ambulanza, ma deve pur sempre fermarsi.

La presenza di altri soccorritori come, ad esempio, un medico che passa casualmente sul luogo, non autorizza l’automobilista ad allontanarsi. Egli deve comunque chiamare le autorità preposte e attenderne l’arrivo.